Marisa Galbussera

cosa differenzia la psicoanalisi dalla psicoterapia?

La Psicoterapia...

…parte dal presupposto che c’è un soggetto malato, con uno o più sintomi da rimuovere.

Essa infatti mira ad interviene settorialmente sulla patologia, nel tentativo di eliminarla.

I metodi sono diversi e possono andare dal cognitivo-comportamentale, al sistemico-relazionale, alla terapia della gestalt, ecc.

L’idea che ne sta a fondamento è quella riparativa, cioè di riaggiustare qualcosa che si è rotto, o inclinato.

Si tratta, in altri termini, di riabilitare una o più funzioni, a volte anche di insegnare alcune tecniche per controllare le emozioni, o gli stati ansiosi, o i pensieri disfunzionanti.

In questo modo però il rischio è che i sintomi si spostino e si trasformino, producendo così altra sofferenza, poiché la causa che li ha generati non è stata affrontata e risolta.

La Psicoanalisi...

…invece parte da un presupposto diametralmente opposto alla psicoterapia.

Il sintomo è una risorsa che contiene una verità che aspetta solo di essere messa in parola, accolta, approfondita. Non si tratta di qualcosa di malato, o di disfunzionante, ma di un messaggio più o meno cifrato che va ascoltato, interpretato, e incluso nella vita e nei pensieri del soggetto.

Il sintomo è una chance, una possibilità di cambiamento, un segnale, un appello rivolto all’altro per dire che qualcosa non va. Solo indagando a fondo la verità che ogni sintomo veicola, solo comprendendone le radici profonde, si può riorientare la propria vita nella direzione di una libertà che prima era impedita e censurata.

Non si tratta dunque di riabilitare una funzione, un comportamento, una parte di sé, ma si tratta piuttosto di comprendere a fondo ciò che il disagio significa. Solo così la verità contenuta nei sintomi potrà essere simbolizzata e messa in forma, con il risultato di un accrescimento personale ad ampio raggio.

L’obiettivo di un’analisi non è infatti cancellare i sintomi, ma al contrario, utilizzarli al fine di una crescita soggettiva che riguarderà tutta la sfera d’azione e di pensiero.

È infatti solo la verità che cura il soggetto, e non lo psicoanalista, che interviene principalmente per levare gli ostacoli che si frappongono nel percorso di crescita e d’individuazione soggettiva.