Marisa Galbussera

IL CORPO VIVENTE NELLA CLINICA IUSVEducation (rivista interdisciplinare dell’educazione)

L’articolo approfondisce il rapporto tra corpo e psiche, mostrando come non siano realtà separate, ma due dimensioni della stessa esperienza soggettiva. Attraverso la presentazione di un caso clinico, viene evidenziato come il trauma possa incidere sul corpo e come la pratica della parola possa favorirne l’elaborazione e il processo di guarigione.

Possiamo così concordare con Nietzsche che «il corpo è una grande ragione». Il corpo paga il conto delle nostre insufficienze etiche, delle colpe subìte e vendicate, del rancore, della rabbia, della passione distruttiva inconscia. Allo stesso tempo possiamo dire che il corpo, con le sue malattie, il suo disagio, il suo dolore, può far intendere al soggetto ciò che quest’ultimo si rifiuta di capire. Il corpo è così anche una chance, un suggerimento di verità, un sussurro di senso. Il tumore di Emanuele chiedeva di essere ascoltato, come lo chiedevano i corpi delle isteriche ai tempi di Freud. Il tumore di Emanuele si palesa alla morte del padre. Il suo corpo parla e si ammala. Chiede ascolto e perdono, perché, come dice il saggio Zarathustra, «vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza» (Nietzsche 1976: 33).

IUSVEducation di IUSVEducation 30/06/2026 in  IUSVEducation Supplemento al n. #29